Paolo Salerno
Sono arrivato per caso in radio prima in via Turretta solo a “guardare” finito il diploma
andai nella nuova sede in via vespri chiedendo di collaborare, e ci sono entrato in punta di piedi ma facendo tante cose ho cominciato facendo di tutto segreteria, organizzazione, redazione giornalistica,redazione sportiva programmi notturni (con i miei dischi)..di tutto e di più.
Il problema più grosso era creare contenuti non c’erano modelli di riferimento la rai era quella di Bernabei. Era tutto nuovo per riempire una programmazione h 24 c’era bisogno di contenuti, tutte le radio in Italia si davano da fare per creare format ma non era facile comunicare e trasmettere esperienze da prendere a modello.
Si coinvolgevano amici e parenti che avevano competenze per fare rubriche di tutti tipi ricordo
Un impiegato di banca che raccoglieva dischi di colonne sonore di film ..e subito fu arruolato
Con tanta incoscienza contattammo la BBC per avere delle lezioni in lingua inglese da trasmettere..e ce le mandarono veramente.
Ma il piatto forte era la redazione giornalistica che sfornava servizi e tanto altro, si arrivò a fare anche 10 radio notiziari al giorno grazie alla preziosa guida di Tanino Rizzuto che dirigeva la redazione trapanese del giornale l’Ora. Ma Tanino solo di poco più grande di noi ma con grande esperienza di redazione ci dava sempre gli input giusti per organizzare il palinsesto
Organizzammo una redazione giovanile che fatta da ragazzi appena più giovani di noi si mise a produrre rubriche originali,veramente innovative per il tempo.
Fui protagonista delle prime due radiocronache del Trapani calcio la prima in “differita”. Dallo stadio Maroso di Alcamo recandomi di tanto in tanto in un bar nei pressi per telefonare la seconda ed ultima mia esperienza dallo stadio di Reggio Calabria per un Reggina Trapani con un vero collegamento tanto di linea SIP dedicata e in concorrenza con la neonata radio scirocco.
Eravamo giovanissimi e con tanto entusiasmo per una iniziativa innovativa per il nostro territorio una avventura straordinaria con una continua sperimentazione di linguaggi…
ma soprattutto un strumento di aggregazione sociale che ha fatto nascere tante amicizie e amori (diversi matrimonio sono nati tra i microfoni! )
Il momento più esaltante è stato il nostro ruolo nella disgrazia dell’alluvione del 5 novembre 1976 che ci ha visto protagonisti organizzando i soccorsi diventando anche” Angeli del fango” e raccogliendo,distribuendo beni di prima necessità. Ma finita l’emergenza abbiamo svolto un ruolo sociale e politico e di denuncia.
Perchè è finita..perchè eravamo tutti giovani che dopo la scuola andavano all’università lasciando Trapani per altre località ci voleva un salto professionale che non c’è stato Perché in attesa di una regolamentazione sono passati anni e nel frattempo sono nate una miriade di radio in tutta la provincia ed era difficile avere buoni incassi dalla pubblicità nostra unica fonte di finanziamento. ad oggi sono rimaste pochissime radio di quel periodo di chi ci ha creduto fino in fondo facendone una professione.
Noi eravamo un’altra cosa. Baldi giovani che sono andati a formare una futura classe dirigente nel territorio ma soprattutto fuori regione proprio in quegli anni cominciava una emigrazione intellettuale che non si è più fermata. Comunque “una bella gioventù” la nostra.
E’ stata un esperienza che è durata poco si..ma come i grandi personaggi del cinema morti prematuramente resta una bella immagine fissa nel tempo