Mi avvicinai alla Radio quando era ancora nella vecchia sede (mi pare in Via Vespri) ma poi divenni un frequentatore fisso poco tempo dopo con il trasferimento a piazza Vittorio.
Erano anni difficili, per molti di noi tra cui io, si era chiuso un periodo in cui avevamo creduto che il nostro impegno politico, i cortei, le assemblee, i giornali o i volantini da distribuire, avrebbero potuto cambiare il mondo.
In questo sbandamento molti di noi si persero nelle strade senza uscita delle droghe pesanti, con l’HIV (virus dell’immunodeficienza) che saltellava con la sua falce tra tutti noi.
Altri si vestirono di arancione e ascoltarono le predicazioni di Osho. Altri ammorbidirono le loro posizioni politiche, completando gli studi o iniziando un lavoro. Altri come me restarono per un po’ di tempo nel mezzo di tutto ciò, in cerca di una possibile soluzione.
La Radio con la sua importante (per l’epoca) dotazione di LP mi permise di approfondire la conoscenza di molti gruppi stranieri ed italiani, o di cantautori che passavano poco o niente sulle altre emittenti.
I Pink Floid, che avevo potuto vedere dal vivo a Roma dove avevo studiato, i Led Zeppelin, i Deep Purple, i Black Sabbath (che avevo ascoltato al Palermo Pop), Jimi Hendrix, i 3 LP di Woodstock, festival che per quanto fosse già datato (si era svolto nel 1969 ed avevo potuto vedere per la prima volta il film durante un viaggio in Svezia nell’estate del 70) era ancora vivo in molti di noi, poi i cantautori italiani De Gregori, De André, Guccini, Fossati, Bennato, e soprattutto Claudio Lolli, giusto per citarne alcuni.
Le notti passate a mixare tutto ciò, mi aiutarono non poco a superare quel periodo complesso, assieme all’entusiasmo che pervadeva tutti gli altri che collaboravano a vario titolo e rendevano possibile il funzionamento della radio e che non mi rinfacciarono mai il sicuro crollo dell’audience a causa delle mie scelte musicali in un periodo di cambiamento in cui imperversava soprattutto la disco music.
Da vecchi è fin troppo scontato dire “bei tempi” ma certamente si, furono bei tempi. Grazie a tutti.
Giovanni Basciano