RTC
Ho avuto il privilegio di essere tra i fondatori di Radio Trapani Centrale, ancor prima che cominciasse a trasmettere, prima che avesse la disponibilità di un trasmettitore… e prima che io raggiungessi la maggiore età. Insieme a un gruppo di giovani visionari, guidati da Cicci Novara, ho assistito alla nascita di una delle prime emittenti radiofoniche private siciliane, all’epoca chiamate “radio libere”, in via Turretta. All’inizio il raggio d’azione era alquanto limitato, di conseguenza il numero di ascoltatori era abbastanza ristretto. Fu con il trasferimento in via Vespri che la radio ebbe un punto di svolta, riuscendo a coprire l’intera città di Trapani e ad affermarsi come “giornale radiodiffuso”, con il giornalista Tanino Rizzuto in qualità di direttore responsabile.
Sono numerosi gli eventi legati a questa fase della storia della radio. L’alluvione, per esempio. Per garantire la continuità del servizio raggiungemmo la sede della radio con un canotto. L’importanza del nostro telefono e della radio per fornire informazioni alla cittadinanza in quel momento critico è un ricordo ancora molto vivo in me.
Proprio durante il periodo di via Vespri si unirono alla redazione numerosi collaboratori che hanno contribuito, in modi diversi, a scrivere la storia di RTC. La mia partecipazione andò progressivamente a ridursi con l’ultimo trasferimento della sede in zona piazza Vittorio: ormai risiedevo a Palermo, per via dell’università, per cui frequentavo la radio con cadenza irregolare, fino ad allontanarmene definitivamente poco prima della chiusura dell’emittente.
Mi piace ricordare e condividere ancora due episodi significativi. A seguito dell’alluvione, un considerevole numero di persone era rimasto senza alloggio, sicché occupò la cattedrale. Seguii l’evento in diretta, sul posto, commentandolo alla radio tramite un telefono a gettoni situato nelle vicinanze della cattedrale. Il secondo episodio ebbe luogo in un periodo successivo. Ero già uno studente universitario e mi recavo a Palermo in treno. Un giorno, giunto alla stazione di Trapani, venni informato che il treno non sarebbe partito a causa di un attentato terroristico. Spinto dalla curiosità, chiesi maggiori dettagli ed ecco che saltò fuori il nome di Peppino Impastato. In disaccordo con la narrazione che dipingeva Peppino come un terrorista, contattai la redazione per discutere l’accaduto, che venne rese pubblico in anteprima locale.
Dopo il mio trasferimento a Milano ho iniziato ad ascoltare Radio Popolare, apprezzando le sue dirette telefoniche con il cellulare dal luogo in cui si verifica l’evento. E allora ho cominciato a immaginare una rinascita di RTC in questo formato, con redattori muniti di smartphone. Sebbene questa visione rimanga puramente ipotetica, la trovo stimolante ancora oggi.