Nascita di Radio Trapani Centrale

Dopo 50 anni ci ritroviamo a parlare di Radio Trapani Centrale : vuol dire che non si tratta solo di un bellissimo ed importante ricordo, ma di un pensiero, di un modo di pensare, di concepire le cose che in vari modi ci ha animato e ci anima, ci spinge ad andare avanti ed a guardare la vita con occhi diversi dal solito. Tante volte in questi anni mi sono ritrovato a parlare di RTC con amici, familiari e studenti per cercare di spiegare il senso di quella esperienza ed ogni volta mi sono emozionato… proprio come se fosse ancora quel 25 aprile 1976.
Data scelta non a caso perché dovevamo celebrare la Liberazione, ed anche la liberazione dal monopolio statale sulle radiotrasmissioni : dunque una doppia festa della libertà.
Ed allora cercherò di pensare che tipo di liberazione abbiamo messo in atto dapprima in 3, 4 , 20 e poi insieme a centinaia di ragazze e ragazzi della meglio gioventù di allora. Perché Radio Trapani Centrale è un nome collettivo : formalmente singolare ma sostanzialmente plurale, ed è il nome di qualcosa di propositivo, fattivo non tanto negativo, oppositivo o riaffermativo della realtà ma creativo di una nuova, altra realtà.

1- l’Ideazione : RTC inizia a trasmettere nel 1976, ma per capire come si è arrivati a quell’evento straordinario bisogna fare un passo indietro… sino all’estate del 1975.
Insieme a mio fratello, all’amico Orazio Mistretta ed alla compagnia di allora rivedo-credo al cinema Ideal- il film “American Graffiti”: stavolta non ci colpiscono soltanto le musiche o le avventure giovanili narrate : rimaniamo colpiti dal fatto che musiche e vicende d’amore, di guerra, ecc. trovavano accoglienza in un formidabile contenitore cioè una emittente radiofonica – esistita realmente- una sorta di radio pirata antesignana delle radio libere, nella quale al microfono c’era Wolfman Jack o Lupo solitario che mixava ottima musica e telefonate dei ragazzi con i loro problemi esistenziali, familiari , sociali: uno a cui far sentire la propria voce e con una voce da ascoltare.
Ecco la scintilla è stata questa: una radio che desse voce, ascolto e suono al mondo giovanile.
Quell’idea ci ha stregato: febbrilmente pensavamo a come realizzarla, a come farla diventare realtà. Ma quell’idea era un sogno ad occhi aperti: nel senso che vedevamo, sentivamo ed appartenevamo già ad una realtà giovanile anni luce distante da quella modaiola e ufficiale rappresentata dai media tradizionali. Nelle nostre case, nelle nostre “musicassette” e nei nostri dischi sentivamo musica diversa da quella tradizionale e parlavamo di cose, idee inespresse nei canali ufficiali. C’erano fermenti, parole, esperienze non conformi all’immagine del mondo giovanile veicolata dalla Rai e dal mercato culturale di allora e diverse anche dal mondo adulto.
Ecco Rtc è stata anche la presa della parola da parte di alcuni ragazzi altrimenti votati al silenzio o a parlare solo la lingua dominante ed a rinunciare alla loro espressività.
Radio Trapani era nell’aria : bisognava inondarla, riempirla di onde sonore diverse.
Con entusiasmo, coraggio, allegria, generosità e amicizia.

2- la Fondazione : Non esisteva un libretto di istruzioni su come fare una radio libera, un modello da replicare, c’era solo il darsi da fare per liberare una radio ed il suo irradiare suoni e parole compresse sino ad allora in una dimensione personale o al più amicale, ma mai sociale e plurale.
Fondare una radio ex novo, una cosa nuova come una radio, comportava il superare una serie di ostacoli di vario tipo che si frapponevano tra l’idea-sogno e la sua realizzazione.

*L’ostacolo più serio era una cosa che si chiamava MONOPOLIO ! Dagli anni ’20, passando per l’Eiar fascista sino alla Rai non ci potevano essere altri trasmittenti se non di stato, meno che mai in Fm (solo in Am). Questo monopolio non era solo tecnico, ma anche politico : era il monopolio del conformismo, del dettare le regole su cosa dire, fare, ascoltare, suonare… Inaccettabile per una creatura anticonformista come RTC !! Che ha difatti ha infranto tale monopolio il 25 aprile del 1976 : data scelta non a caso perché è il giorno della liberazione. In tutti i sensi. Fu un atto di disobbedienza civile, culturale, perché solo nel luglio del 1976 arrivò la sentenza definitiva della Corte Costituzionale che liberalizzava l’etere in fm. Ma valeva la pena di correre qualche rischio. Ecco perché RTC è sempre stata “l’altra radio”, e non solo la prima a Trapani, perché era alternativa a quel dinosauro, a quel fossile rappresentato dal monopolio di stato!
Poi è stata alternativa anche alle altre radio.Ed affine al movimento delle radio libere: radio Alice è del febbraio 1976 , radio Aut dell’aprile 1977. Un movimento generazionale, mediatico e “radioattivo” scrivono gli studiosi.

*Un altro ostacolo poteva essere il predicare nel deserto o la autoreferenzialità … per questo i tre ideatori-sognatori hanno coinvolto una ventina di soci fondatori incontrati a scuola e nelle varie compagnie: persone che con generosità, competenza e disponibilità hanno contribuito a realizzare quel sogno ratificandolo anche con un atto notarile.
Sarebbe bello che ognuno di loro raccontasse cosa è stata RTC per la propria vita.
Perché è stato straordinario che quel gruppo di ragazze e ragazzi si sia impegnato a creare, produrre, costruire qualcosa di nuovo, autentico a Trapani e non si sia limitato ad imitare, riprodurre, copiare stili di vita stantii e improduttivi; ed è stato importante che siano stati capaci di non essere più soltanto ascoltatori, ricettori passivi della voce del padrone ma anche trasmettitori, inventori attivi di una voce libera, diversa, genuina. Non c’erano padroni a RTC, e nessuno era sotto padrone : per questo RTC era libera. “Ma libera veramente” cantava Finardi.
Per socializzare ancora di più l’iniziativa abbiamo fatto anche una sottoscrizione popolare: casa per casa, scuola per scuola… in alcuni casi mi chiedevano perché costruire una radiolina portatile oltre quella che portavo con me per far sentire le trasmissioni sperimentali…era il clima di ingenuità del tempo. Comunque l’impronta di RTC era votata al pluralismo : guardo alcune foto di allora : una pizziata…una fiera tecnologia … e rivedo con affetto ed ammirazione tante personalità diverse: ognuno con competenze musicali, culturali differenti : rock, pop, classica, jazz , politica, poesia, informazione, allegria e tanto altro hanno convissuto liberamente nei programmi della radio ed hanno prodotto un mix unico, sincero, innovativo. Anni fa mi hanno detto che siamo stati pionieri…ok, grazie. Semplicemente non abbiamo rifatto il verso a nessuno e abbiamo fatto qualcosa di diverso. Abbiamo un po’ cambiato il costume di Trapani ? Certo, sì…ma è importante dire che con la città siamo cambiati anche noi. Ed anche di questo sono grato a RTC.

3-la Realizzazione : condivisa l’idea e creata la compagnia non restava altro che realizzare quel sogno. Ma c’erano altri ostacoli disseminati sulla strada che ci avrebbe portato ad iniziare le trasmissioni.

*L’ostacolo-luogo: già dove fare la sede della Radio? Avevamo pensato anche al secondo piano di casa nostra (sede di un mitico club) …ma era distante e troppo personale. Ed allora troviamo due stanze in Via Turretta, nel cuore antico della città, in cima ad un palazzo nobiliare. Per quelle scale abbiamo portato l’antenna , il trasmettitore , dischi e giradischi e poi la credenza di mio Nonno e i suoi tavoli dismessi, e poi i cartoni d’uova per insonorizzare la stanza… rifarei tutto anche domani mattina. Come si vede genuinità e sana ingenuità. Ed ogni ostacolo si supera.
Da lì in poi centinaia di ore di trasmissione avrebbero inondato l’etere trapanese … e mi rivedo sul mio ciao giallo correre da una parte all’altra della città nei giorni precedenti per capire se si sentiva la musica, se arrivava il segnale… e che felicità sentirla!!
Per quanto riguarda il trasmettitore, forse Orazio lo ricorda, stranamente non arrivava mai a chi lo avevamo ordinato…fino ad un certo punto. Poi vuoi o non vuoi è arrivato.

*L’ostacolo-news: prima dell’inizio delle trasmissioni eravamo stati intervistati dal GDS ed era nata l’idea di collaborare con quella testata per fare notiziari ed inchieste. A pochi giorni dall’inizio delle trasmissioni GDS si sfila per altre offerte. Ricordo che scoraggiati ci siamo chiesti come fare… ma a quell’incontro partecipò in via amichevole Salvo, un ragazzo catanese che si trovava a Trapani in quanto tecnico della funivia (con lui, io ed Orazio abbiamo fatto l’ultimo viaggio di quella funivia) ed amico della nostra iniziativa. Salvo ci ha esortato a non mollare ed a guardarci intorno.
L’indomani RTC si è incontrata con lo straordinario gruppo del giornale L’Ora : Tanino Rizzuto, Peppe Occhipinti, Valeria Veltroni ci hanno fatto spiccare il volo e ci hanno fatto vedere cosa è il vero giornalismo appassionato, onesto e mai prono a nessuno. Il diritto di cittadinanza di una libera informazione e di una libera trasmissione di musica e pensieri non conformi era assicurato.
Ricordo il primo giorno di trasmissione : parte l’inno e poi mio fratello legge un discorso sulla libertà di espressione e sulla necessità di abolire il monopolio, poi parte la sigla del notiziario- il brano era Tamale un brano di un Lp “Valle dei Templi” del gruppo Perigeo che qualche mese dopo, alla fine di un concerto, sarebbe stato nostro ospite a tarda notte proprio in via Turretta – ed io e Peppe Occhipinti – emozionantissimi – leggiamo le news. Incrocio lo sguardo di mio fratello e senza parole ci diciamo che ce l’avevamo fatta.

*L’ostacolo-dischi : ognuno portava i propri ma l’offerta musicale doveva andare al passo con i tempi ed ecco l’incontro generoso e imprescindibile con BABONAKI ossia l’acronimo del nuovo negozio di dischi proprio in Via Turretta !!! L’acronimo si riferiva ai proprietari del negozio: Battaglini – Bob Naso – Chirco (mi pare). La gratitudine nei loro confronti è immensa.
Ricordo che un pomeriggio, lungo corso Italia, Bob Naso mi da un passaggio con il suo maggiolino verde sino a Via Turretta … e ascoltando Charlie Mingus mi fa capire che stavamo facendo la cosa giusta.
Quando abbiamo traslocato in Via Vespri la radio era ormai una realtà in crescita ed in continua evoluzione e lo sarà anche nella terza ed ultima sede di Piazza Vittorio.

*L’ostacolo-soldi: all’inizio RTC, dura e pura, non trasmetteva spot pubblicitari- come del resto non facevamo dediche o cose del genere- ma gli ascoltatori potevano telefonare ed interagire con i conduttori- ci si basava sull’ autofinanziamento cioè sulla disponibilità di chi la faceva.
Poi abbiamo deciso di aprirci anche alla pubblicità e ricordo che il primo contratto lo firmò Pippo Tilotta con generosità e fiducia e via via anche negozi e varie realtà locali che vedevano di buon occhio il farsi conoscere tramite la nostra radio. Anche durante la campagna elettorale tutti i partiti dell’arco costituzionale si sono rivolti, con stili diversi, a RTC ed a tutti è stata rilasciata apposita ricevuta dei versamenti effettuati.
In questo modo riuscivamo a pagare affitto, luce e apparecchiature.
Non avevamo sponsor o patron.Semplicemente eravamo liberi ed eguali.
E ci tenevamo ad esserlo.

*RTC è stata tante cose, tanti volti e tante voci : è cambiata nel tempo e nei luoghi da cui trasmetteva, nella programmazione e nelle compagini che l’hanno mandata in onda.
Anche questo è un aspetto importante di quella esperienza: nessuno aveva l’esclusiva, la prerogativa di trasmissione. Con RTC siamo cambiati noi, chi ci ascoltava, la realtà che ci circondava, le cose da dire e le parole per dirle… la radio mutava periodicamente ed era libera di cambiare e di trasformarsi ad opera delle tante persone che hanno trovato nella radio la possibilità reale di cambiare , la libertà di cambiare se stessi e gli altri.
Dunque libertà di creare, libertà di comunicare e libertà di cambiare, una vera e propria liberazione, un vero e proprio e continuo 25 aprile. Rtc è stata come una casa editrice aperta alle novità, alla creatività ed al cambiamento di chi la faceva e di chi la ascoltava.
Io credo che se oggi trasmettesse ancora non avrebbe remore nel cambiare simbolicamente, ogni volta che ce ne fosse bisogno, anche il proprio nome : oggi sarebbe anche Radio Gaza, Radio Donbass, Radio Teheran, Radio Mediterraneo, Radio Minneapolis, Radio Donna, Radio Natura, Radio Giulio Regeni, etc. Per un giorno, un mese, un anno , per sempre.
Perché questa è stata , è, e sarà Radio Trapani Centrale una radio libera ma libera veramente che non smette mai di pensare.

Scopri gli altri articoli del blog