RTC, 50 ANNI DELLA NOSTRA RADIO
L’intervento di Tanino Rizzuto, direttore responsabile di Radio Trapani centrale, all’incontro a Trapani il 25 aprile 2026 al Museo di Arte Contemporanea San Rocco
Che emozione rivedervi così numerosi dopo 50 anni!
Ho diretto tre quotidiani, una televisione, tre settimanali ma quando vado nelle scuole e incontro gli studenti parlo sempre dell’esperienza unica e indimenticabile della mia direzione a RADIO TRAPANI CENTRALE.
Che anni! Che redazione! Ragazze e ragazzi con tanta passione, con la voglia di imparare a fare i cronisti, con il coraggio di fare inchieste tra i giovani e di raccontare.
È il 1976. A TRAPANI sindaco era il Dc Cesare Colbertarlo, poi costretto alle dimissioni dopo l’alluvione
Giovanni Falcone giudice Istruttore e giudice di sorveglianza al supercarcere di Favignana e Gian Giacomo Ciaccio Montalto sostituto procuratore della Repubblica, erano amici di RTC, e ci spiegavano come si combatte la mafia. Più volte li abbiamo intervistati.
Il clan Minore dettava legge in alcuni rioni di Trapani. Una città difficile, con tante banche e una pericolosa e forte presenza mafiosa.
In questo scenario nasce Radio Trapani Centrale. Ero responsabile della redazione trapanese del quotidiano L’ORA di Palermo quando vennero a trovarmi Cicci e Ninni Novara per propormi di fare il direttore della radio appena nata. Accettai la sfida con entusiasmo.
25 APRILE 1976
Così Il 25 aprile 1976, una domenica, nasce la prima radio libera della provincia di Trapani.
In via Turretta a pochi passi da qui, nel palazzo Riccio di San Gioacchino. Il giorno prima il 24 Cicci Novara scrive al Questore e lo informa dell’inizio delle trasmissioni
Radio Trapani Centrale – RTC, la sigla. Frequenza FM 102,330. Indirizzo: all’inizio in via Turretta, poi in via Vespri, 179.
Telefono 21.0.21 (per anni il telefono più conosciuto di Trapani).
PROPRIETÀ: PRIMA UNA SRL, POI UNA COOPERATIVA DI RAGAZZI, studenti del Liceo e universitari. Orari di trasmissione: diretta dalle 7 a mezzanotte e mezzo (nei fine settimana diretta 24 ore su 24).
OPERATORI FISSI VENTI: di cui 7 nel Giornale Radio, e 13 nel settore musicale-organizzativo. Redazione sportiva: cinque. Collaboratori interni ed esterni: 40.
CINQUE GIORNALI RADIO AL GIORNO
Cinque giornali radio al giorno (trasmettevamo dallo Studio Centrale, per sentirci importanti!!), un servizio speciale al giorno, una inchiesta al giorno, una tavola rotonda alla settimana. Ricordo ancora oggi le vostre voci, come il primo giornale radio letto dalla giovanissima Alessandra Camassa e da Ninni Novara.
PALINSESTO
Palinsesto aperto in alcune fasce della giornata con collegamenti in diretta con la città, con le scuole, con le fabbriche.
“MICROFONI ALLA CITTÀ”, uno spazio autogestito dalle associazioni.
TUTTA LA VITA DI RTC SI BASAVA SUL VOLONTARIATO. Nessuno, nemmeno il direttore, riceve compensi. Tutti ci autotassiamo per le spese.
RTC È LA PRIMA RADIO LIBERA IN TUTTO IL TRAPANESE.
L’idea nasce, appunto, da un gruppo di giovanissimi guidati da Cicci Novara e da suo fratello Ninni. Per comprare le prime attrezzature, lanciano una sottoscrizione popolare, soprattutto tra i ragazzi e nelle scuole.
INVENTATO UN MODO DI FARE GIORNALISMO IN RADIO
Nessuno di noi aveva esperienza di radio, abbiamo inventato un modo di fare giornalismo in un mondo in cui non c’erano i fax, i telefonini, i computer.Solo il telefono fisso e quando dovevi fare una radiocronaca ci voleva la prolunga di 300 metri. Ne sa qualcosa Franco Cammarasana con le sue dirette delle partite.
INFORMAZIONE SEMPLICE
Sin dall’inizio RTC si pone l’obiettivo di offrire “un’informazione nuova, semplice, fresca, esauriente su Trapani, la Provincia, la Valle del Belice del terremoto puntando sui problemi, le prospettive e il nuovo“.
UNA RADIO AL SERVIZIO DELLA COMUNITÀ.
Una radio aperta, impegnata a provocare il massimo di confronto.
Una radio di giovani. Ogni mattina un filo diretto di tre ore con gli ascoltatori – bollente la linea del 21.0.21 – . E poi tanta buona musica sino a notte fonda.
Abbiamo vissuto in diretta tanti momenti importanti. Ne voglio ricordare due.
IL SEQUESTRO DI GIOVANNI FALCONE
Venerdì 8 ottobre 1976 – Un momento drammatico – che abbiamo raccontato in diretta da RTC per sette ore, con otto edizioni straordinarie di Radio Trapani Giornale.
Giovanni Falcone, era giudice istruttore di Trapani e giudice di sorveglianza nel supercarcere di Favignana che ospitava detenuti terroristi, banditi, ergastolani, anche detenuti comuni che si erano politicizzati in carcere ed avevano aderito alla lotta armata.
Era un periodo turbolento nel supercarcere. La presenza di Falcone quasi quotidiana era rassicurante.
Quel giorno si accomodò nella sala riservata ai magistrati, tirò fuori dalla sua valigetta in pelle un foglietto e lo porse al brigadiere Spagnolo: era la lista dei detenuti cui avrebbe concesso udienza. Le udienze andarono avanti fin oltre mezzogiorno.
VINCENZO OLIVA
L’ultimo detenuto della lista era Vincenzo Oliva, bandito calabrese, condannato a 29 anni di reclusione per omicidio a scopo di rapina. In carcere aveva aderito ai NAP (Nuclei Armati Proletari) e si definiva un “militante anarchico individualista…”.
FALCONE IN OSTAGGIO
Non appena fu introdotto nella sala dove lo aspettava Falcone, Vincenzo Oliva si portò la mano alla chioma e tirò fuori un coltello rudimentale di 25 centimetri.
Prese in ostaggio Falcone. Puntò il coltello alla gola di Falcone e con un braccio gli serrò il collo impedendogli di fare qualsiasi movimento. Lo legò ad una sedia. Falcone invitò le guardie ad uscire per non aggravare la situazione.
Oliva: “Voglio il Procuratore della Repubblica, un avvocato e un giornalista, altrimenti… il giudice non esce vivo da qui” gridò Oliva minaccioso.
Erano le 13.30. In redazione arrivò subito la notizia e iniziammo con i Giornali Radio in edizione straordinaria. Le ore passavano con una lentezza esasperante.
Nonostante il mare forza sei, arrivò a Favignana anche il Sostituto Procuratore della Repubblica di Trapani Giangiacomo Ciaccio Montalto.
IL COLLEGAMENTO CON LA STANZA DEL SEQUESTRO
Riusciamo a collegarci con la stanza in cui si trovava il giudice Falcone e mandiamo in onda una lunga diretta, con le voci dei protagonisti, il giudice, il sequestratore, la nostra giornalista. La giornalista era già lì, Valeria Veltroni l’avevo inviata io come Giornale L’Ora. Aveva avuto il permesso di entrare per fare un servizio sul super-carcere.
SENTIAMO UN BRANO DI 3 MINUTI della diretta RTC di quell’8 ottobre 1976
Oliva dettò a Falcone un comunicato che fu letto dal nostro RTG (Radio Trapani Giornale) e fu dettato all’ANSA.
Improvvisamente, Oliva chiese due detenuti come garanti alla trattativa: Peppino Pes, il famoso bandito sardo e Sante Notarnicola, l’ex componente della ferocissima banda Cavallero.
Durante quelle ore Falcone mantenne una calma sorprendente. Oliva chiedeva il trasferimento a Torino e la pubblicazione di un proclama politico.
Aveva chiesto come mediatrice anche l’avvocato Idi Cantatore, non si trovò, arrivò l’avv. Salvatore Ciaravino che convinse Oliva a desistere dopo che alcune richieste erano state ottenute.
L’INCUBO FINISCE ALLE 17.50
Arrivò la risposta da Roma: trasferimento accordato. Oliva: “Sono soddisfatto della mia azione”.
Il giudice viene rilasciato. L’annuncio in diretta alla nostra radio.
Dopo la liberazione la prima telefonata di Falcone alla moglie Rita. È già sera quando torna a Trapani e lo accogliamo sul molo del porto.
UN MESE DOPO, VENERDÌ 5 NOVEMBRE 1976, L’ALLUVIONE
Trapani semidistrutta da un terribile alluvione: 16 morti.
RTC, sin dalle prime ore del disastro, è l’unico punto di riferimento per la gente. Garantisce una informazione istante per istante.
Il sindaco emana le sue ordinanze via RTC. Il prefetto trasmette i primi decreti attraverso Radio Trapani Centrale. E così il Genio Civile, la Polizia Stradale, i Vigili del Fuoco.
LA CITTA’ È ISOLATA, LA RADIO TRASMETTE
La città è isolata, ma RTC trasmette ed informa ininterrottamente. Negli studi della radio vengono organizzati i primi soccorsi, primi gruppi di volontari che intervengono con proprie squadre.
PER UNA SETTIMANA RTC TRASMETTE 24 ORE SU 24 impegnando tutte le sue energie in un giornale radio durato sette giorni, con tavole rotonde, collegamenti in diretta, appelli.
CINQUE LINEE TELEFONICHE
Cinque linee telefoniche vengono messe a disposizione di RTC dagli inquilini del palazzo della radio: vengono raccolte le segnalazioni dei cittadini sulle situazioni di maggiore emergenza che vengono trasmesse alla Prefettura e al Comune.
Terminata l’emergenza segnalai, l’8 febbraio 1977, il contributo dei nostri volontari al Prefetto di Trapani Pacillo con tutti i nomi. Non è mai arrivato il grazie dello Stato.
LA DENUNCIA POPOLARE PER DISASTRO COLPOSO
Alla fine, RTC si fa promotrice di una denuncia popolare – seimila firme raccolte in pochi giorni in 90 fogli , ho ancora conservati tutti i nomi – “per disastro colposo contro i responsabili dell’alluvione che poteva essere evitata se la città fosse stata difesa…”.
Le prime firme sono la mia e di tutti ragazzi di RTC.
La denuncia popolare la consegnai al Procuratore della Repubblica di Trapani Giuseppe Lumia il 10 gennaio 1977 e ai pretori di Trapani e Erice.
UNA RADIO VIVA, DENTRO I FATTI
Racconta tutto, anche quelle cose che il potere non voleva che si conoscessero.
Tanti gli eventi trasmessi in diretta: i processi alla mafia, le grandi manifestazioni di popolo nel Belice, le proteste degli studenti e degli operai.
Ricordo ancora gli speciali in sinergia con Radio Lilibeo sul Mostro di Marsala e con Radio Belice di don Antonio Riboldi, il parroco anti-mafia, nove anni dopo il terremoto
ANCHE LE INTERVISTE AL SUO DIRETTORE
Cicci Novara mi intervista in diretta e viene fuori l’anima della Radio. E’ stato molto emozionante per me risentire la voce di Cicci dopo 50 anni
SENTIAMO UN PICCOLO PEZZO DI QUELL’INTERVISTA. E’ CICCI NOVARA MI FA LE DOMANDE
VOLEVAMO FAR DISCUTERE TRAPANI
La nostra era una voce scomoda che voleva rompere i disegni dei potenti della città.
L’obiettivo era di dare voce alle forze migliori, sane e pulite.
Da qui il nostro impegno civile, culturale e sociale.
Ci ripetevamo che RTC era diversa dalle altre radio, molto commerciali. Il nostro scopo non era quello di fare soldi – anche noi per sopravvivere avevamo bisogno della pubblicità – ma di informare bene, far pensare i trapanesi, i giovani soprattutto, con la propria testa e di battere i poteri mafiosi e della speculazione.
“Dalla parte della gente”, era il nostro slogan. Tanti i sondaggi fatti tra i cittadini.
A RTC facevamo un giornalismo alternativo alle veline e alle note ufficiali. Un giornalismo d’inchiesta, un modo nuovo, per quei tempi, di fare informazione.
LE ASSEMBLEE DI REDAZIONE IN DIRETTA
Memorabili le assemblee di redazioni trasmesse in diretta, con gli interventi degli ascoltatori che suggerivano i temi da affrontare e le inchieste da fare. Nasceva così il nostro palinsesto.
Ricordo ancora l’assemblea dei soci del 3 gennaio 1977 per trasformare la radio in Cooperativa di produzione, nasce il Comitato operativo provvisorio con i rappresentati di tutte le componenti dal direttore all’amministrazione, dalla redazione giornalistica a quella musicale, sportiva, culturale
IL BILANCIO DELLA RADIO ERA PUBBLICO, stampato sui manifesti. Una radio totalmente libera da ogni condizionamento.
Una bella esperienza durata alcuni anni.
Da RTC sono usciti giudici, magistrati, notai, avvocati, professori, manager, giornalisti. Una bella classe dirigente.
RACCOGLIAMO TESTI, REGISTRAZIONI, FOTO
Invito tutti a partecipare alla raccolta di testi, registrazioni, fotografie di quegli anni che potremmo mettere a disposizione della Comunità su youtube e magari pensare ad una pubblicazione.
RTC CONTRIBUÌ ALLA NASCITA DI RADIO AUT DI PEPPINO IMPASTATO
Prima di concludere mi piace ricordare che RTC contribuì, con un piccolo gesto, alla nascita di Radio Aut di Peppino Impastato, nata nel 1977 a Cinisi.
In quegli anni lavorava a Trapani al Centro Servizi Culturali ENAIP, la casa degli studenti, il prof. GINO SCASSO di Partinico, operatore culturale, molto impegnato politicamente, allora nello PSIUP, poi in Democrazia Proletaria, amico di Peppino Impastato.
Gino venne più volte in radio, forse una volta anche con Peppino. Un giorno ci chiese un aiuto. Avevano bisogno a Radio Aut dei cartoni, quelli delle uova, per insonorizzare la stanza delle trasmissioni. Noi eravamo ricchi di quei cartoni e gliene regalammo un po’.
50 ANNI DOPO ECCOCI ANCORA INSIEME
Quei ragazzi del 1976 siamo cresciuti con la consapevolezza di aver contribuito per alcuni anni a dare a Trapani una buona informazione, pluralista, popolare, corretta e pulita, contro la mafia.
50 anni dopo SONO MOLTO ORGOGLIOSO DI AVER FATTO PARTE DI QUESTA SQUADRA e di aver vissuto con voi quegli anni che hanno fatto la Storia delle radio libere a Trapani e in Italia. Grazie, per sempre.